26 Ottobre 2017

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Sono ben 15 milioni gli italiani che soffrono di svariate forme di mal di schiena. Un problema allarmante che rappresenta in parte il nostro modo di vivere, contraddistinto da minima attività fisica e molta sedentarietà, specie nelle ore di lavoro. Tuttavia, se non ben curato, il dolore alla schiena potrebbe scomparire solo grazie alla chirurgia mini invasiva. Ma prima ancora di passare a soluzioni così drastiche, è possibile tentare di ridurre al minimo l’infiammazione con uno dei rimedi principe: la Boswelia carterii. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati.

Perché scegliere un antinfiammatorio naturale?
Gli antinfiammatori di sintesi sono tra i farmaci più utilizzati in Italia e all’estero da diversi anni. Nel dicembre del 1998 il celecoxib (Celebrex) è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) come primo inibitore selettivo COX-2 per il trattamento del dolore da artrite, seguito da rofecoxib (Vioxx) e valdecoxib (Bextra). «Questi FANS  - spiegano i ricercatori del Dipartimento di Neurochirurgia dell’Università di Pittsburgh Medical Center, sono stati progettati per consentire la produzione continua di prostaglandine prodotte attraverso il sistema enzimatico COX-1, mentre bloccano l'enzima COX-2 che produce le prostaglandine infiammatorie». Tuttavia, «il 30 settembre 2004, Merck Research Laboratories ha annunciato il ritiro globale del rofecoxib (Vioxx)». Pare infatti che il farmaco portasse parecchi effetti collaterali. Alcune ricerche, infatti, «hanno mostrato che vi era il doppio delle possibilità di assistere a gravi eventi tromboembolici, tra cui infarto miocardico». Questo pericolo, seppur in maniera ridotta, pare esserci con molti altri farmaci di questo genere. Di conseguenza, laddove è consentito, è importante scegliere un prodotto naturale. Anche questo, però, va scelto con attenzione, in alternativa il risultato sarà pressoché nullo.



Boswelia
Come accennato in precedenza, la Boswelia è uno degli antinfiammatori più potenti. Particolarmente utile in caso di dolore alla schiena. La resina secreta dall’albero delle varietà carterii (incenso sacro) e serrata «possiedono proprietà antinfiammatorie, anti-artritiche e analgesiche. La sostanza viene utilizzata clinicamente per il trattamento di disturbi degenerativi e infiammatori. Riduce il numero totale di globuli bianchi nel liquido articolare e inibisce anche l'elastasi di leucociti, che viene rilasciata nei pazienti affetti da artrite reumatoide. In un recente studio, un miglioramento statisticamente significativo dell'artrite del ginocchio è stato mostrato dopo sole 8 settimane di trattamento con 333 mg di estratto di B. serrata assunto tre volte al giorno. Il trattamento ha migliorato la funzione, ma radiograficamente non vi è stato alcun cambiamento nelle articolazioni colpite». È importante, tuttavia, scegliere gli estratti standardizzati che contengano almeno il 30-40% di acidi boswelici. La dose è di circa 300-500 mg due o tre volte al giorno. «Nella maggior parte degli studi, la Boswelia è stata ben tollerata, anche se alcune persone possono problemi di stomaco, tra cui nausea, reflusso acido o diarrea».

L’olio di fegato di merluzzo
Tra gli antinfiammatori naturali spicca anche il famoso olio di fegato di merluzzo. «Gli ingredienti attivi dell'olio di pesce, nell'acido eicosapentaenoico (EPA) e nell'acido docosahecsenico (DHA), aumentano la conversione di COX in prostaglandina E3. Un agente antinfiammatorio naturale. [...] L'Omega-3 EFA, presente nell'olio di pesce, può ridurre direttamente gli enzimi degenerativi e l'infiammazione nella cartilagine sinoviale. Un recente studio su 250 pazienti con malattia cervicale e lombare che ha assunto FANS ha rivelato che il 59% potrebbe sostituirli con gli integratori a base di olio di pesce in qualità di agente naturale antiinfiammatorio per i FANS. Il dosaggio raccomandato è un totale di 1,5- 5 g di EPA e DHA al giorno, assunti durante i pasti».

La curcuma
La curcuma è una pianta che non ha bisogno di presentazioni. Appartiene alla stessa famiglia dello zenzero ed è rinomata proprio per le sue virtù antinfiammatorie. «Diversi studi clinici hanno dimostrato gli effetti antiossidanti, antiinfiammatori e antineoplastici della curcumina. I risultati di uno studio condotto da Zandi e Karin hanno suggerito che la curcumina potrebbe essere anche efficace nel trattamento della fibrosi cistica a causa dell'effetto antinfiammatorio. La curcumina viene utilizzata anche trattamento della colite, delle malattie neurodegenerative croniche, dell’artrite e del cancro. Inoltre, regola l'attività di diversi enzimi e citochine, inibendo sia COX-1 che COX-2. [...] può quindi essere considerata una naturale alternativa agli agenti non steroidei per il trattamento dell'infiammazione». La curcuma pare anche dare il meglio di sé quando utilizzata in combinazione con la Boswelia. «Una combinazione di Boswelia e curcumina ha mostrato un'efficacia e tollerabilità superiori rispetto al diclofenac non steroideo per il trattamento dell'osteoartrite attiva». Il dosaggio corretto della polvere di curcuma standardizzata varia dai 400 ai 600 mg al giorno. Tuttavia, prima di assumere qualsiasi rimedio naturale è importante parlarne con il proprio medico curante che saprà fornire la terapia più adatta in base alla propria condizione. Le cure fai da te sono totalmente sconsigliate.
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