03 Agosto 2017

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Negli ultimi 20 anni il fenomeno è raddoppiato a Roma, triplicato ad Atene

Fa troppo caldo e tutti a lamentarsi del caldo eccessivo di questa estate e a chiedersi quando finirà questo supplizio. Siamo certamente nel periodo del Solleone, quello con maggiori picchi di caldo, eppure questa ondata di calore che investe tutta Italia in questa prima settimana di agosto sarà la più temibile dell’estate 2017 e riveste caratteristiche di eccezionalità con punte di temperatura anche fino a 46°. È difficile sostenere, di fronte a tali eventi, che il clima di questi tempi sia un clima tipicamente estivo, che rientri nella normalità. Insomma non è solo una sensazione, fa davvero caldo! E a soffrire è soprattutto chi vive in città, intrappolato nelle cosiddette isole di calore urbano, vere e proprie bolle di aria surriscaldata e inquinata causate dalle alte temperature, dalle attività antropiche e dal mix letale di esalazioni provenienti da cemento, asfalto, gas di scarico, impianti industriali e sistemi di aria condizionata, che abbassano ulteriormente la qualità dell’aria e di conseguenza quella della vita nelle aree metropolitane.

Con l’aumento della popolazione nelle città e il relativo aumento delle loro dimensioni sicuramente abbiamo una ridotta qualità dell’habitat urbano, maggiormente soggetto alle ondate di calore, che sono periodi di caldo secco o umido inusuali, della durata anche di due o tre giorni se non superiore, e che rappresentano un fenomeno tra i più pericolosi per la nostra salute. Diversamente da altri fenomeni naturali quali i cicloni tropicali o le inondazioni, le ondate di caldo rischiano in troppi casi di essere sottovalutate perché non comportano effetti violenti o catastrofici tangibili, ma sono comunque associate a un aumento significativo del numero di decessi. In un paese come l’Italia le ondate di calore devono essere quindi considerate e trattate anche dalle istituzioni come pericolosi eventi naturali, perché hanno un notevole impatto non solo sulla natura ma anche sulla nostra salute con effetti dannosi sia in acuto che a lungo termine. Senza dubbio un aumento della loro frequenza, intensità e durata, come anche riportato da un recente studio - pubblicato sulla rivista Atmosphere da ricercatori italiani che affermano che negli ultimi 20 anni il fenomeno è raddoppiato a Roma, triplicato ad Atene e aumentato in oltre il 60% delle capitali europee - è un indicatore misurabile del cambiamento climatico che ci troviamo a fronteggiare nella nostra epoca.

L’esposizione prolungata al calore può certamente compromettere la nostra salute, comportando una serie di patologie e di scompensi fisici, dal semplice colpo di calore fino alla esacerbazione della sintomatologia di numerose condizioni patologiche. Come sempre i gruppi più a rischio sono gli anziani, i bambini e numerose categorie di lavoratori che operano all’aperto, nonché tutte le persone già affette da patologie croniche come le allergie, l’asma, il diabete, le patologie cardiovascolari. Meno noto, altrettanto reale e scientificamente provato da numerosi studi, è l’effetto del caldo sulla salute mentale.



Quante volte ci troviamo a fare osservazioni del tipo «È tutta colpa del caldo», per giustificare atteggiamenti di aggressività in noi stessi o nelle persone che ci circondano. Ebbene non è solo un modo di dire, né la nostra percezione ‘alterata’ dal caldo. Il caldo ha comprovati effetti dannosi sulla salute psico-comportamentale, colpendo in particolar modo le persone già affette da disturbi mentali, con un aumento riportato di ricoveri ospedalieri nei periodi di caldo più intenso, nonché della mortalità dovuta tra l’altro a un aumento di suicidi, di abuso di sostanze stupefacenti e di disturbi del comportamento . Numerosi studi hanno inoltre riportato una correlazione tra le ondate di calore e gli eventi criminali quali aggressioni, stupri e omicidi e tra questi forse i femminicidi. Insomma, sia la nostra salute fisica che mentale possono essere fortemente compromesse.

Per fronteggiare una tale minaccia alla salute, tanto più pericolosa quanto più avanzano i cambiamenti climatici a livello globale, l’Organizzazione Meterologica Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Salute hanno unito le forze stilando e diffondendo delle opportune linee guida, i cosiddetti “Warning-System” non solo per prevedere con sufficiente anticipo le ondate di caldo e quindi avere il tempo di mettere in atto lo stato di allerta, ma anche per fornire alla popolazione e in particolar modo alle categorie a rischio gli strumenti per fronteggiare al meglio le condizioni di calore estremo. Si tratta di consigli pratici, che ogni estate ci vengono ripetute come un mantra anche al telegiornale. Tuttavia, senza un’effettiva comunicazione e una strategia capillare di diffusione delle informazioni a tutta la popolazione, i benefici che possono derivare da queste linee guida, quali ad esempio salvare una vita o ridurre i ricoveri ospedalieri, potrebbero essere minimi. Di qui l’importanza della trasmissione di messaggi precisi soprattutto alle categorie più vulnerabili e a rischio, per salvaguardare la salute pubblica e limitare i danni di un fenomeno climatico che, stando alle previsioni attuali, è destinato a essere sempre più frequente.

È importante inoltre che anche l’Italia si impegni ad approfondire gli studi sull’impatto delle ondate di calore sulla nostra salute, così come stanno già facendo in Cina e in Australia, in modo da arrivare a una definizione e a una conoscenza di questo fenomeno tali da poter effettivamente sviluppare delle strategie di risposta e di prevenzione del rischio da parte delle istituzioni, della comunità medica e della stessa popolazione che siano di tipo pro-attivo invece che reattivo all’emergenza. Insomma il clima sta cambiando e, checché ne possa pensare Mister Trump, i suoi effetti sono sempre più pericolosi e alle piogge torrenziali, alle trombe d’aria e agli uragani si aggiungono anche le ondate di calore, che possono causare gravi ripercussioni sulla nostra salute psico-fisica. E speriamo che a differenza delle previsioni apocalittiche di Brad Pitt, inventatosi meterologo TV per un giorno per contestare le scelte di Trump, ci si ravveda in tempo per un futuro più mite e accogliente.

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